fbpx
Studio Vecchione | CARO CONTRIBUENTE, TI SCRIVO
21726
post-template-default,single,single-post,postid-21726,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-3.7,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0.1,vc_responsive

CARO CONTRIBUENTE, TI SCRIVO

La crescita economica di un paese si favorisce generando condizioni di certezza per i contribuenti, che altrimenti rischiano di vivere con paura e diffidenza il rapporto con il Fisco, e di non percepire la correttezza e la proporzionalità della sua azione.
Il Fisco italiano continua a muoversi in questa direzione, tra l’altro in linea con l’orientamento dell’OCSE espresso nel 2010, mirando ad un rapporto di fiducia e trasparenza con il contribuente, ed oggi lo fa con sei obiettivi espressi nella Circolare n. 16/E del 28 aprile 2016, uno dei quali è la promozione dell’adempimento spontaneo. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

L’Agenzia delle Entrate dispone di numerose informazioni sulla posizione fiscale del contribuente, raccolte dalle sue stesse dichiarazioni passate, ma anche dagli adempimenti che gli altri contribuenti, o sostituti d’imposta sono tenuti a presentare, come il Modello 770, oppure quelle derivanti dal c.d. spesometro.
Se si ravvisa una incongruenza tra il quadro ricostruito e quello dichiarato dal contribuente, l’Agenzia mette a disposizione di quest’ultimo, inviando a lui, o al suo intermediario abilitato, una comunicazione via PEC o per posta ordinaria in cui si evidenziano tutte le anomalie che necessitano di maggiori chiarimenti, ed in un secondo passaggio documentando tali discrepanze sul suo cassetto fiscale.

Il contribuente, a questo punto, potrà utilizzare gli strumenti informatici messi a sua disposizione per chiarire la sua posizione, ed anche sfruttare positivamente questa richiesta come ausilio alla stesura delle nuove dichiarazioni, e rimediando ad errori ed omissioni su quelle passate, con l’istituto del ravvedimento operoso.
Se invece il contribuente non risponde alla richiesta ricevuta, la sua posizione sarà valutata per l’inserimento nei piani annuali di controllo.
Nel 2015 sono state più di 275mila le comunicazioni inviate in via sperimentale.
A queste si aggiunge, nel 2016, la sperimentazione di una nuova comunicazione unicarivolta alla persona fisica titolare anche di impresa individuale, per la quale sono emerse incongruenze riscontrate da più direzioni, come assegni divorzili, redditi da fabbricati, redditi da lavoro.
Questo sistema di controllo basato su un approccio preliminare, e fondato sul confronto utile anche allo stesso contribuente, tende a rompere senza dubbio il muro di diffidenza sino ad oggi avvertito.

No Comments

Post a Comment